Quaresima: tempo forte, non «tempo come tutti gli altri»

«Quaresima, è la medesima!». Così, con un certo pragmatismo e disincanto, diceva un’anziana signora.

Eppure questo è il rischio – e talvolta anche la realtà – del tempo liturgico che stiamo vivendo, iniziato con il Mercoledì delle Ceneri.

Avvento e Quaresima sono definiti «tempi forti», perché chiedono una maggiore intensità nel cammino personale e in quello di tutta la Chiesa.

Attenzione: né Avvento né Quaresima sono tempi di mortificazione fine a se stessa. Se così fosse, davvero la «Quaresima sarebbe la medesima»: faremmo tanti piccoli propositi, a volte anche un po’ infantili o banali, e poi, da Pasqua in poi, tutto riprenderebbe come prima.

La Quaresima, invece, non è un tempo come tutti gli altri. È un’occasione per ritornare a Dio e, proprio così, ritrovare noi stessi.

La nostra vocazione più profonda è quella di essere figli. Il peccato «sporca» la bellezza di questa figliolanza e talvolta ce la fa perfino fraintendere, consegnandoci l’immagine di un dio che tiene il conto dei peccati, che li registra e che condanna.

No. Non è questo il Dio della Bibbia. Il Dio di Gesù Cristo è Padre: ci perdona e ci ama con un amore più forte e più grande di qualsiasi peccato.

La Quaresima è l’occasione per riconoscere i nostri «cantieri aperti», per dare un nome al nostro peccato. È un po’ come quando si va dal medico: più la diagnosi è chiara, più la cura può essere mirata ed efficace.

Ritrovare la bellezza del nostro essere figli significa ritrovare noi stessi. È riprendere il cammino riconciliati e perdonati. È vivere una «ri-creazione», nel senso di una nuova creazione.

La Quaresima è tempo in cui siamo chiamati a morire per risorgere. È tempo per crescere nella fede della risurrezione, anche della risurrezione della carne. Noi risorgeremo. La morte non è la fine di tutto: è un passaggio, da una vita segnata dalla malattia e dal peccato alla Vita con la “V” maiuscola.

Viviamo allora con gioia, slancio e intensità questa Quaresima.
Quaresima non è la medesima.

Quaresima è tempo di grazia.

È tempo di cammino «sulla via della pace» con Dio e tra di noi. Perché, se è vero che siamo figli, è anche vero che siamo fratelli e sorelle. E tra fratelli e sorelle a volte si litiga; ma poi ci si incontra, si parla e – talvolta con fatica e dopo molto tempo – ci si può anche perdonare.