
18-25 Gennaio
Il tema di quest’anno, tratto da Efesini 4,4: “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”, è stato preparato dai fedeli della Chiesa apostolica armena, in collaborazione con le Chiese armene cattoliche ed evangeliche.
Il materiale (https://unedi.chiesacattolica.it/2026/01/08/settimana-di-preghiera-per-lunita-dei-cristiani-18-25-gennaio-2026/) si ispira alle antiche tradizioni di preghiera e agli inni dei monasteri armeni, alcuni risalenti al IV secolo, e prende spunto dalla recente riconsacrazione della Cattedrale Madre di Etchmiadzin (2024). Questa occasione rappresenta un’opportunità per riflettere sull’unità dei cristiani come realtà viva e feconda.
L’unità cristiana non è solo un ideale, ma un mandato divino centrale per l’identità della Chiesa. Fin dall’Antico Testamento, Dio richiama alla pace e all’armonia tra i fedeli: Abramo invita Lot a evitare liti (Genesi 13,8), e Levitico 19,18 ammonisce ad amare il prossimo come se stessi. I Salmi esaltano la bellezza della comunione tra fratelli (Salmo 133,1), mentre i Proverbi mettono in guardia contro la discordia, promuovendo pazienza e perdono (Proverbi 6,19; 19,11).
Nel Nuovo Testamento, Gesù eleva l’unità a dimensione spirituale: i suoi discepoli devono essere uno come lui è uno con il Padre (Giovanni 17,21), e l’amore reciproco è il fondamento della loro comunione (Giovanni 13,34-35). Gli apostoli, in particolare Paolo, richiamano l’importanza dell’unità nella diversità dei doni e dei ministeri, invitando a vivere con umiltà, pazienza e amore (Efesini 4,1-3; Romani 12,6; 1 Corinzi 12,12; Colossesi 1,18). La Chiesa è così immaginata come un unico Corpo, nel quale ogni membro ha un ruolo specifico e contribuisce alla missione comune: diffondere il Vangelo e testimoniare Cristo nel mondo.
Efesini 4,4 riassume questa visione: tutti i cristiani condividono un unico corpo, uno Spirito e una sola speranza. Lo Spirito Santo sostiene questa comunione, creando un legame spirituale che trascende differenze culturali, geografiche ed etniche. La speranza condivisa nella vita eterna in Cristo unisce i fedeli, incoraggiando cooperazione e testimonianza globale. L’unità non implica uniformità, ma rispetto reciproco e collaborazione autentica.
La Chiesa apostolica armena manifesta questa unità nella vita concreta della comunità: nella liturgia eucaristica, nella recita del Credo e nella testimonianza storica dei suoi martiri, che hanno preservato la fede anche nelle difficoltà. L’unità vissuta non è solo dottrina, ma esperienza spirituale che rafforza l’identità dei fedeli e la comunione globale della Chiesa.
Accogliere questa chiamata all’unità significa praticare pazienza, perdono e amore, valorizzando la diversità dei doni dei membri della Chiesa.
Vivendo in comunione, i cristiani riflettono l’amore di Cristo e contribuiscono alla costruzione del suo Regno sulla terra, testimoniando concretamente la potenza trasformativa dello Spirito Santo.
L’unità, dunque, è al tempo stesso missione, esperienza spirituale e testimonianza di fede, che invita ogni cristiano a partecipare attivamente alla vita del Corpo di Cristo.
Sintesi da «Introduzione Teologico Pastorale»





